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Quanto costa aprire un agriturismo e come si tassa

3 novembre 2026 · 3 min di lettura

Aggiornato al 3 novembre 2026

Le regole di questo articolo valgono per agriturismi, b&b, campeggi e strutture ricettive in Italia.

In breve. Non esiste una cifra unica per aprire un agriturismo: dipende da edifici, servizi e Regione, e non pubblichiamo stime che non possiamo verificare. Qui trovi le voci di costo da mettere nel piano e le regole fiscali di base: IVA con riduzione forfetaria del 50% (art. 5, L. 413/1991), contabilità separata rispetto all'attività agricola e reddito determinato in modo forfetario.

Quali voci di costo devo pianificare?

Sono voci tipiche da inserire nel piano, da quantificare con preventivi reali:

  • consulenze (commercialista, tecnico, eventuale consulente agricolo)
  • adeguamento di edifici e spazi ai requisiti richiesti
  • arredi, biancheria e dotazioni per le camere
  • attrezzature di cucina e sala, se prevedi la ristorazione
  • assicurazioni e sicurezza
  • strumenti digitali e promozione
  • spese correnti: utenze, pulizie, manutenzione, personale

Come funziona l'IVA?

Per l'attività agrituristica l'art. 5 della legge 413/1991 prevede un regime forfetario: l'imposta relativa alle operazioni imponibili è ridotta del 50%. È il regime naturale per l'agriturismo ma non è obbligatorio: si può optare per il regime ordinario. Valuta la convenienza con il commercialista, confrontando le spese che prevedi di sostenere con l'IVA che potresti detrarre.

Attività agricola e agriturismo si gestiscono insieme?

L'attività agrituristica ha natura commerciale ed è distinta da quella agricola. Se svolgi entrambe, l'art. 36, comma 4, del DPR 633/1972 richiede la determinazione separata dell'imposta: resta una sola partita IVA, ma servono registri e liquidazioni distinti. I passaggi interni di beni tra le due attività, per esempio i prodotti dell'orto usati in cucina, possono richiedere la fatturazione: chiarisci con il commercialista come documentarli.

E le imposte sul reddito?

Anche per il reddito l'attività agrituristica prevede un regime forfetario, in cui l'imponibile si determina applicando ai ricavi un coefficiente di redditività. Il coefficiente e le condizioni vanno verificati con il commercialista sulla normativa in vigore nell'anno in cui operi.

Quanto costa Fattore?

Esiste un piano Free. I piani a pagamento sono Smart a 39 € al mese e Full a 59 € al mese in offerta di lancio per i primi 12 mesi, poi rispettivamente 59 € e 79 € al mese. Prezzi IVA esclusa, con durata minima di 6 mesi sui piani a pagamento. Fattore non è un costo di apertura: serve a gestire la struttura quando è attiva, con moduli scelti in base a ciò che usi.

E Fattore cosa c'entra?

Fattore non ti aiuta a calcolare le imposte né ad aprire: non gestisce pratiche e non è un sito di prenotazioni. Ti aiuta dopo, nell'operatività quotidiana di ospiti, camere e ristorante: gestionale per agriturismi e gestionale per agriturismi con ristorante. Avere dati ordinati agevola il lavoro col commercialista.

Domande frequenti

Quanto costa aprire un agriturismo?

Non c'è un importo valido per tutti. Dipende da edifici, servizi offerti e regole regionali: costruisci il piano con preventivi reali.

Il regime forfetario è obbligatorio?

No. È il regime naturale ma si può optare per il regime ordinario. La scelta va fatta con il commercialista.

Devo aprire una seconda partita IVA per l'agriturismo?

In generale resta un'unica partita IVA con contabilità separata per le due attività. Conferma il tuo caso con il commercialista.

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Questo articolo è una guida pratica e non sostituisce il parere del tuo commercialista o le indicazioni del tuo Comune.

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