Imposta di soggiorno in agriturismo: esenzioni e casi dubbi
Aggiornato al 26 ottobre 2026
Le regole di questo articolo valgono per agriturismi, b&b, campeggi e strutture ricettive in Italia.
In breve. Le esenzioni dall'imposta di soggiorno non le decide lo Stato: le decide il tuo Comune, con il suo regolamento. La legge nazionale dice solo che il Comune può prevederle. Quindi la risposta a "questo ospite paga?" sta sempre in quel regolamento, e l'esenzione vale solo se l'ospite ti dà il documento richiesto.
Alla partenza della camera 3 c'è una famiglia: due adulti, un ragazzo di 13 anni e una bambina di 8. Con loro il nonno, venuto per stare vicino alla nonna ricoverata in città. Chi paga l'imposta e chi no? Dipende da dove si trova la tua struttura. Vediamo come orientarsi senza tirare a indovinare.
Il mio Comune applica l'imposta di soggiorno?
Non tutti i Comuni possono applicarla. L'articolo 4 del decreto legislativo 23/2011 la riserva ai comuni capoluogo di provincia, alle unioni di comuni e ai comuni inseriti negli elenchi regionali delle località turistiche o città d'arte. Il Consiglio comunale la istituisce con una delibera e un regolamento. La misura arriva fino a 5 euro per notte, con tariffe graduate in base al prezzo, salvo i casi particolari previsti dalla legge.
Molti agriturismi stanno in piccoli comuni di collina o di campagna, e il tuo potrebbe non averla istituita. Per saperlo:
- cerca "imposta di soggiorno" sul sito del Comune, di solito nella sezione Tributi;
- chiedi all'ufficio tributi;
- se ti serve il testo del regolamento, fattelo indicare dall'ufficio o cercalo tra gli atti pubblicati dal Comune.
Chi decide chi è esente?
Il Comune. Il comma 3 dello stesso articolo 4 dice che il Comune, con il suo regolamento e sentite le associazioni dei titolari delle strutture ricettive, può prevedere esenzioni e riduzioni per particolari casi o periodi. Non esiste un elenco nazionale valido ovunque.
L'agriturismo di solito paga come le altre strutture ricettive. Cambia la tariffa, che spesso dipende dalla classificazione: Firenze, per esempio, fissa le tariffe degli agriturismi in base ai "girasoli".
Quali esenzioni si trovano più spesso?
Due regolamenti reali, Piacenza e Firenze, mostrano quanto cambia da un Comune all'altro.
- Bambini e ragazzi. A Piacenza sono esenti tutti i minorenni. A Firenze solo i bambini fino al compimento dei 12 anni. Il ragazzo di 13 anni della camera 3 a Piacenza non paga, a Firenze sì.
- Chi accompagna una persona ricoverata. Esente in entrambi i Comuni, con limiti: a Piacenza al massimo due accompagnatori per paziente.
- Studenti. Piacenza esenta studenti di scuole superiori, università, formazione e tirocini fino a 32 anni compiuti. Firenze gli iscritti all'Università di Firenze.
- Autisti e accompagnatori dei gruppi. A Piacenza un autista per pullman e un accompagnatore turistico ogni 20 persone.
- Chi lavora nella struttura. Piacenza esenta i dipendenti del gestore che lavorano lì. Utile se d'estate dai una camera al collaboratore stagionale.
- Forze dell'ordine, vigili del fuoco e protezione civile in servizio. Esenti in entrambi i regolamenti, a certe condizioni.
Sono esempi, non regole generali. Il tuo Comune può avere un elenco più corto, più lungo o semplicemente diverso.
Quante notti si pagano?
Anche il tetto di notti lo decide il regolamento. A Piacenza l'imposta si paga per un massimo di 4 notti consecutive. A Firenze per 7 notti consecutive, e chi resta a lungo per motivi di lavoro documentati paga al massimo 7 notti in un anno.
Se hai ospiti che si fermano due settimane, per esempio tecnici di un cantiere vicino, controlla questa regola prima di fare il conto. È lì che si sbaglia più spesso, in eccesso o in difetto.
Come documento un'esenzione?
Il regolamento di solito chiede uno di questi due documenti:
- un certificato, per esempio della struttura sanitaria, della scuola o dell'università;
- oppure una dichiarazione sostitutiva ai sensi del DPR 445/2000, firmata dall'ospite.
Senza il documento richiesto l'esenzione non si applica: il regolamento di Piacenza lo dice in modo esplicito. Firenze chiede anche di conservare questi documenti per cinque anni. Per i minori di solito basta la data di nascita, che hai già dai dati del check-in.
Un consiglio pratico: scarica dal sito del Comune il modulo di autodichiarazione, se c'è, e fallo firmare all'arrivo. Alla partenza, con la valigia in mano, nessuno ha voglia di compilare moduli.
Se un ospite non porta il documento o non vuole pagare?
Dal 2020 il gestore è responsabile del pagamento dell'imposta, con diritto di rivalsa sugli ospiti (articolo 4, comma 1-ter, del decreto 23/2011). In pratica: se applichi un'esenzione senza documento, o non riesci a incassare, al Comune l'imposta la versi comunque tu. Poi puoi rivalerti sull'ospite.
Ne abbiamo parlato anche nell'articolo su cosa resta da fare per l'imposta di soggiorno nel 2026, con la dichiarazione annuale da presentare in via telematica entro il 30 giugno dell'anno successivo. Più le esenzioni sono registrate e documentate, più quella dichiarazione è semplice.
E Fattore cosa c'entra?
Fattore tiene il registro dell'imposta di soggiorno e prepara il prospetto annuale che ti serve per la dichiarazione. I dati degli ospiti, data di nascita compresa, arrivano dal check-in online: il documento si legge con la fotocamera e l'immagine non viene conservata. Gli stessi dati servono per le schedine di Alloggiati Web, che partono anche in automatico.
Gli arrivi e le partenze Fattore li legge dal channel manager collegato, oppure li inserisci a mano. Le prenotazioni restano dove sono.
Cosa non fa: non decide al posto tuo chi è esente, perché quello lo dice il regolamento del tuo Comune. E non presenta la dichiarazione: la presenta la struttura, da sola o con il commercialista. Trovi cosa fa, modulo per modulo, su fattore.app/moduli e come lavora in una struttura come la tua su gestionale per agriturismo.
Domande frequenti
Un ospite che viene solo a cena paga l'imposta di soggiorno?
No. L'imposta è dovuta per notte di soggiorno: chi cena al ristorante e poi torna a dormire a casa non la paga.
Il mio agriturismo è in un piccolo comune: devo applicarla per forza?
Solo se il tuo Comune l'ha istituita con una delibera e un regolamento. Controlla sul sito del Comune o chiedi all'ufficio tributi.
Posso non farla pagare a un ospite affezionato?
No. Le esenzioni sono solo quelle del regolamento comunale. Se non la incassi, l'imposta la versi comunque tu.
Hai già i moduli di esenzione del tuo Comune pronti al check-in? Prova la demo dal vivo oppure prenota una call: ti facciamo vedere registro e prospetto su una struttura vera.
Questo articolo è una guida pratica e non sostituisce il parere del tuo commercialista o le indicazioni del tuo Comune.
Fonti
- Decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, articolo 4 (testo pubblicato dal Comune di Arezzo)
- Corte di Cassazione, Sezioni Unite, ordinanza n. 1527/2026, che riporta il comma 1-ter (testo pubblicato dal Comune di Arezzo)
- Comune di Piacenza, Regolamento dell'imposta di soggiorno (delibera di Consiglio comunale n. 41 del 6 dicembre 2021)
- Comune di Firenze, Regolamento dell'imposta di soggiorno (testo in vigore dal 1° maggio 2023)
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